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Riflessioni

BAGNO D'UMILTA'

La mia riflessione tocca alcuni punti che riguardano il nostro settore formativo. Tale riflessione ha acquisito maggior cosistenza dal 26 Dicembre 2011,  giorno in cui ho ricevuto una e-mail che mi chiedeva espressamente di levare tale articolo da questo sito altrimenti...

ALTRIMENTI CHE'?

Evitando sterili ed inutili polemiche...Su molti siti relativi al mondo della formazione di guardie del corpo si legge sempre più spesso che i promotori di turno, siano stati coinvolti in conflitti a fuoco ove sono riusciti a salvare la pelle (guarda caso sempre all'estero!!!)... Mi risulta molto difficile crederlo. Uno che fa bene il suo mestiere non se ne vanta. Tutti a parole siamo bravi e molto di più...si può dire di tutto tanto poi nessuno può contraddire (bla, bla, bla...). A volte, poi tale evento ha la forza di far desistere la vittima rimasta illesa dal continuare per questa strada...Come se la bravura di un formatore di guardie del corpo si misurasse esclusivamente dalle innumerevoli volte che sia stato coinvolto in conflitti a fuoco e meno dalle sue competenze strategiche, tecniche e d'intelligence e dall'esperienza che sa elargire e cercare di trasferire a dovere ad altri.
E' semplicemente scandaloso leggere che si è stati coinvolti in un simile evento, mentre altre persone (veri eroi) hanno dato la propria vita per salvaguardare i loro ed i nostri ideali di giustizia e libertà (questo sito è dedicato soprattutto a loro, angeli custodi spesso dimenticati in fretta); la stessa libertà che consente ad alcuni di dire sempre bugie (comodamente e seduti davanti al proprio computer)...e tutto per cercare di "gonfiare" il proprio curriculum personale con lo scopo di "raccattare briciole" (soldi) da singoli sprovveduti che ancora identificano questa figura professionale come un arsenale vivente (gorilla). Chi ha passato veramente certe situazioni estreme le tiene per se e non ne fa vanto. Probabilmente gli stessi soggetti non sanno nulla della tricotomia "bene, minaccia e protezione". Da parte di questi soggetti non rimane altro da fare che attuare le loro politiche di bassa lega, anche tramite minacce al solo scopo di...perdere inutilmente tempo prezioso.
Tutti abbiamo bisogno d'imparare, noi per primi.

Noi tutti, sentendo il termine che identifica questa professione e cioè Guardia del Corpo e più specificatamente Bodyguard, identifichiamo subito ed istintivamente una persona dall'aspetto imponente, aggressivo, cattivo, magari con poco cervello e nei casi estremi privo della benchè minima volontà e sensibilità (un gorilla per intenderci). Questo diffuso modo di pensare, almeno fino a qualche anno fa, era forse giustificato dal fatto che spesso, tale operatore, con tutta la sua buona volontà, non era adeguatamente istruito e formato per poter adempiere alle richieste specifiche di questa professione. Da un decennio a questa parte molte cose sono cambiate, soprattutto il modo di pensare e di intendere tale lavoro. Oggi, per fortuna si rimarca soprattutto la PREVENZIONE a scapito dell'improvvisazione.
Una bomba, un kamikaze non fanno certo distinzione tra chi uccidere e chi non; all'interno del loro obiettivo seminano morte e distruzione. La prevenzione, invece può fare la differenza, nel senso che può evitare affinche ciò non avvenga (non sempre), o nella peggiore delle ipotesi minimizzare gli effetti di tali tragici e violenti eventi.
Ad esempio...molta acqua è passata sotto i ponti da quando anni or sono la scorta di CC e Polizia preposta alla salvaguardia dell'Onorevole Aldo Moro fu tragicamente annientata in una carneficina. Si può affermare che a quei tempi le scorte preposte a tali compiti erano pressochè impreparate a simili eventi, si aggiunga anche il fatto che i terroristi basarono le loro strategie sulla abitudinarietà dei loro obiettivi ed il "gioco è fatto". Da allora si è fatta molta esperienza (a scapito della vita di tante altre persone) e si è capito finalmente che per ottenere buoni risultati devono essere integrate sinergicamente: prevenzione, intelligence ed operatività, senza scordare i protocolli operativi relegati allo sviluppo della reattività ed automatismi correlati.

Un altro punto su cui mi preme soffermarmi è quello, a mio avviso, dell'importanza anche sociale che stranamente potrebbe rivestire questa professione: il bodyguard.
Immaginiamo per un attimo che un piccolo industriale di un qualsiasi Paese di una qualsiasi parte del Mondo, volesse, perchè stressato dai suoi obblighi ed impegni lavorativi, prendersi un attimo di pausa, staccarsi da tutto e da tutti e andarsene un po' a riposare, ad ossigenarsi, magari al mare o in montagna.
Lo stesso "piccolo industriale", conscio del fatto di essere stato vittima in passato di vari tentativi di rapimento e minacce, delega la sua sicurezza ad una Agenzia di Bodyguard, senza curarsi affatto di verificare prima la consistenza qualitativa e professionale della stessa.

Bene...l'industriale comincia la sua bella vacanza tra i monti in un bellissimo lago, recandosi a pescare, accompagnato "dall'angelo custode" assegnatoli dall'agenzia.
Tutto procede per il meglio fino a quando improvvisamente l'industriale si accascia per terra vittima di un attacco cardiaco. La Guardia del Corpo non può fare altro che allertare i soccorsi che arrivando dopo circa 15 minuti trasportano il malcapitato in ospedale, ove giunge purtroppo però cadavere.
L'operatore preposto alla sua sicurezza non essendo stato preventivamente preparato dall'agenzia a tale evenienza, dimostrò di essere inadeguato e l'agenzia rifacendosi sullo stesso, lo licenziò in tronco, con tutti i nessi e connessi d'immagine dell'agenzia stessa a livello sociale e di prestigio.  A ragione o a torto, non è questo il punto, sarebbe bastato, da parte dell'agenzia, istruire preventivamente il suo operatore attraverso i protocolli operativi  e gli elementi di primo soccorso relativi. La stessa agenzia interpellata da un giornalista disse che non rientrava tra i suoi compiti formare gli operatori, che venivano prelevati attraverso agenzie di collocamento. L'agenzia a seguito di questo caso fallì.

Probabilmente un altro operatore ben preparato ed all'altezza della situazione, avrebbe potuto fare la differenza, avrebbe salvato la vita al suo cliente semplicemente eseguendo operazioni di base tipo respirazione bocca a bocca e massaggio cardiaco, salvando così non solo la vita all'industriale ma anche salvaguardando il posto di lavoro degli oltre 200 dipendenti della ditta a cui faceva capo il piccolo industriale. Morale della favola: 200 famiglie immediatamente sul lastrico, dal momento che l'industriale perito ne era l'unico proprietario.

Gli esempi, potrebbero comunque continuare...
Quanti rapimenti sarebbero stati potuti evitare se gli "angeli custodi" si fossero dimostrati all'altezza della situazione!

Richard Wendell, bodyguard del cantante dei Blues Brothers, John Belushi, nonostante la sua bravura ed il suo prestigio professionale, non riuscì a salvare la vita al suo cliente. Il cantante fu ritrovato, all'interno di una stanza del castello ove risiedeva, cadavere...per overdose.
L'industriale Harris Lenzenlinger, nonostante beneficiasse di un apparato di sicurezza sofisticato (4 guardie del corpo armate fino ai denti, sette cani da difesa dal morso facile sguinzagliati nel suo appartamento e un apparato di monitoraggio video di tutto rilievo) non riuscì a salvarsi la vita. Infatti fu ritrovato cadavere dalle sue guardie, con 4 proiettili in testa. Infine l'esempio più significativo: l'omicidio del Presidente J.F. Kennedy, che nonostante l'enorme apparato di sicurezza che lo circondava fu ucciso a Dallas nel 1964 con una studiata, ed oculata imboscata. Da allora, nessun dirigente o Capo di stato si mise in testa di essere scortato su una decapotabile.

Purtroppo d'altro canto, come dimostrano i tre precedenti esempi, non sempre è possibile garantire, attraverso operatori preparati ed apparati consistenti, la salvaguardia della vita del cliente. Una persona ben protetta non potrà mai avere la certezza di potersi salvare, se chi lo volesse attentare alla sua vita è determinato.
Il lavoro di formazione di una buona Guardia del Corpo, dovrebbe essere impostato su vari aspetti, soprattutto, la ripeto, la famosa P R E V E N Z I O N E.
Ecco la motivazione per cui la nostra struttura investe quasi totalmente nella prevenzione, attraverso i corsi proposti.
Che senso ha preparare ore ed ore l'operatore attraverso esercitazioni di tiro al poligono se la cosa principale non è sparare ma difendere il cliente con intelligenza ed efficace deterrenza? Oppure passare ore a praticare Kraw Maga quando poi all'occorrenza non si fa in tempo a reagire?
Che senso ha formare un bodyguard armato di tutto punto (alla Rambo) se in tutta Europa, lo stesso non potrà mai scortare con una sola arma il suo cliente?
Se si volesse compiere un buon lavoro di sicurezza investendolo sul futuro, bisognerebbe stare coi piedi per terra. Fortunatamente le scorte armate sono attuali solo nelle zone di guerra tramite militari (vedi l'operazione Antica Babilonia) ed in alcuni Paesi come l'America.