difesa personale per BG

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Alessio Peluso spiega alcuni semplici concetti di una delle più adatte discipline per guardie del corpo: l'Hapkido

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Parlare di arti marziali a mio avviso, nel nostro settore, è sempre "un'arma " a doppio taglio, spesso suscettibile di fuorvianti fraintendimenti e confusione. Quindi non parlerò di arti marziali in senso lato (sarebbe troppo facile per me, un po' come sparare ad una autoambulanza) ma di difesa personale, o meglio di autoprotezione, autodifesa e protezione cliente.
Un'operatore APR, starà molto attento a non farsi influenzare, nella scelta della o delle discipline disponibili, da inutili, pompose e deleterie considerazioni squisitamente di stampo spettacolare o peggio ancora "di moda"...solo perchè lo fanno tutti.
Sì d'accordo, sarà una bella qualità quella di saper calciare, colpire, saper atterrare, saper bloccare...ma durante una vera aggressione giovano veramente le mie abilità che ho conquistato con fatiche e sacrifici?
Partiamo da una considerazione: come può una guardia del corpo, difendere un cliente, se lo stesso operatore non sà difendere se stesso?
Spesso è successo: l'operatore, solo, per difendere il suo cliente da un'aggressione si è messo a combattere...proprio come su un ring con l'aggressore di turno :-( ...mentre il suo cliente veniva accoltellato,  picchiato o rapito addirittura.
Quello che voglio dire è che in un contesto reale, ove i malintenzionati o delinquenti siano mossi dall'intenzione di perseguire i loro scopi senza tanti preamboli e minacce, poco conta tirare fuori le proprie abilità marzialistiche sia da striker (colpi, calci, pugni, gomitate, ginocchiate...) sia da grappler (immobilizzazioni, leve, soffocamenti, controlli)...se un individuo vuole farci del male,  a nostra insaputa, è molto probabile che giunga al suo scopo. Allora perchè affrontare l'argomento?

Analizziamo ora il perchè ed il come, un po' tutte le discipline marziali propriamente dette non siano  specificatamente adeguate allo scopo.

Partiamo dalle discipline basate sui colpi (Pugilato, Kick Boxing, Muay Tai, Savate, Wing Chun, Taek won do, Karate etc..).
Per tali discipline basti ritornare all'esempio precedente di aggressione...Supponendo che siano due o tre gli individui che aggrediscono sia noi che il nostro cliente impaurito, supponendo anche il fatto che oltretutto siamo soli (pur disponendo di una più che solida esperienza ed abilità marzialistica, nonchè una certa dose di aggressività) sarà molto dura se non addirittura improbabile che riusciremo a portare in salvo noi stessi ma  soprattutto il nostro cliente. Non abbiamo il dono dell'ubiquità come l'aveva S. Francesco!
O siamo impegnati a combattere o a difendere, spostare, scantonare e far scappare (defluire) il nostro cliente...o l'uno o l'altro...Non si possono fare entrambe le cose se si è soli!

Tali discipline contundenti possono contribuire certamente a sapersela cavare contro più persone ma a patto che qualcun'altro si occupi del nostro cliente.

Nel secondo esempio consideriamo le discipline marziali definite di "controllo", cioè quelle discipline un po' più riflessive sotto l'aspetto tecnico e he prevedono un lavoro a contatto diretto col corpo dell'aggressore  e basate sulla sensibilità tattile e l'utilizzo di leve, contro-leve, proiezioni e finalizzazioni (Grappling, Submission, Lotta olimpica, Sambo, Judo, Ju-Jitsu e Brazilian Jiu-Jitsu).
Ebbene, probabilmente corro il rischio di apparire dissacrante (poco importa, ci sono abituato)...ma penso che il concetto elargito da tali discipline si sposi benissimo col concetto di prevenzione a cui siamo tanto abituati e condizionati noi guardie del corpo. Sembrerà strano, ma il modo migliore per difendersi da un energumeno molto più "cattivo" ed aggressivo di noi è proprio il fatto di affrontarlo corpo a corpo, abbracciandosi a lui, attraverso lo sfregamento, le spinte, gli squilibri e le leve insegnati in queste discipline...Ottime queste discipline...ma sempre nell'ottica che l'aggressore sia uno solamente.
Volendo allargare un po' il discorso a vantaggio di tali impostazioni, dico subito, senza la benchè minima ombra di essere smentito se non da ignoranti sprovveduti, che tali discipline sono le più congeniali per una guardia del corpo, poichè offrono la possibilità, una volta bloccato l'aggressore, di controllarlo fisicamente proporzionandone la nostra autodifesa alla sua aggressione (a termini di legge!!! :-) cosa questa che francamente durante un evento traumatizzante di tale portata, risulta spesso impossibile da attuare, cadendo spesso, noi che siamo costretti a difenderci ed a difendere, nell'eccesso di legittima difesa. E' il nostro lavoro...


Il dubbio persistente:
come faccio allora a difendere il mio cliente se anche in questo esempio lo lascio da solo mentre mi trovo alle prese col un aggresso; stavolta non più con i colpi (che mi procurerebbero conseguenti denuncie e licenziamento) ma con il corpo a corpo?...mentre lotto altri potrebbero nuocere il mio cliente.
Ad ogni modo, meditiamo sul fatto che conoscere comunque un metodo piuttosto che un altro, sì, ci può aiutare ma sempre in un contesto di uno ad uno...
Non parlo volutamente di sport da combattimento, poichè gli allenamenti di tali sports, sono mirati all'ottenimento e miglioramento di peculiari qualità miranti alla vittoria sportiva su un altro contendente...Per la strada non vi sono regole. sul ring o su un tappeto invece si. Come ho scritto su alcune mie pubblicazioni "le regole, gli stili ed i divieti negli sport da combattimento" hanno il compito di veicolare lo sport stesso attraverso un alone di bellezza, interessamento e caratteristiche tecniche, grazie alle quali se ne assapora la natura stessa. Mi spiego meglio: la caratteristica  del pugilato stà nel fatto di combattere esclusivamente con i pugni. Non ci si può afferrare o tirare calci...pena l asqualifica. Questo è sì il suo vincolo ma anche il suo fascino.
Altro esempio: la lotta Greco-Romana. Anche qui le tecniche mirano a "schienare" il contendente, i vincoli vietano di bloccare con le leve agli arti, di soffocare, di attaccare ed afferrare le gambe del nostro antagonista. Il risultato è un combattimento espresso in termini dinamici ed atletici di straordinaria enfasi fisica.
Che poi piaccia o non piccia questo è un' altro discorso.


Al di là della bellezza del gesto atletico di qualsiasi arte marziale e sport da combattimento che ne vincola e ne enfatizza allo stesso tempo le caratteristiche sportive, bisognerebbe inoltrarsi in una personale ricerca sperimentale che comprenda protocolli operativi efficaci, semplici e risolutivi in relazione al nostro modo di operare in diverse situazioni e soprattutto tenendo conto della propria condizione fisica e strutturale. Questo facciamo nella EBS ormai da 25 anni.

Concludo con un piccolo esempio.
Sono con le mani in alto, minacciato da un delinquentello (impaurito probabilmente)...sfrontatamente o fortunasamente se preferite, riesco ad atterrarlo...questione di attimi...lo afferro, lo sento, lo blocco, sento il suo respiro sul mio volto. Bang! Sento le forze svanirmi...Sì l'ho atterrato, l'ho anche bloccato!!...ma non sono riuscito a disarmarlo. Lui è stato più veloce di me.
Pensare che era solo un giovanissimo delinquente impaurito.

Ormai da decenni la EBS propone iter formativi basati su due sistemi specifici antiaggressione e difesa di terzi:

1) l'M.D.I.M.®© (Metodo di Difesa personale Individuale e Modulare professionale) un sistema di autoprotezione armato-disarmato altamente specializzato che è stato impostatto anche su diversi operatori del 1° RGT-CC Tuscania e molti operatori bodyguard privati provenienti dalle più disparate agenzie e corpi che da varie parti del mondo decidono di passare dei periodi d'approfondimento all'interno della nostra scuola.

2) l'Hapkido ecclettica, completa e veritiera disicplina di difesa personale moderna, creata nel 1951 in Corea.

Entrambe le discipline si fondano su un semplice quesito:

"come posso difendermi da aggressioni di gruppo e sopravvivere?"

 

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE DI DIFESA PERSONALE PER GUARDIA DEL CORPO SCELTA

4° LIVELLO INTERNAZIONALE RICONOSCIUTO A LIVELLO EUROPEO DALL'EUROPEAN COACHING COUNCIL

Le qualifiche acquisite con tale corso si fregiano del Sistema Nazionale delle qualifiche Tecniche (noto come SNaQ) e rientrano nel Sistema Nazionale delle qualifiche Tecniche, per effetto del meccanismo dei crediti formativi che sono i Criteri definiti dal European Coaching Council, che raggruppa tre organizzazioni comunitarie che sono la Rete Europea della Scienza dello Sport, dell’Educazione, della sicurezza e dell’Impiego (R.E.S.S.E.I.), dell’I.C.C.E. E dell’E.O.S.E. (l’Osservatorio Europeo per lo sport e per l’Impiego)

Il corso è articolato attravero 32 ore intensive di esclusiva pratica attraverso il metodo professionale MDIM (sistema in cui convergono metodi e discipline diversificate atte allo scopo: difesa personale effettiva, krav maga, sopravvivenza ad aggressioni armate, difesa contro armi bianche  e da fuoco, aggressioni di gruppo, difesa specifica del proprio cliente, esperienze effettuate sul campo, stratagemmi delle malavite autoctone regionali, difesa contro aggressioni di cane).

PROGRAMMA:

32 ore suddivise nella varie materie sopraelencate (Hapkido, Krav Maga, disarmi, difesa estrema, autoprotezione, difesa dei clienti, il contrasto fisico, prevenzione, psicologia, primo soccorso)

COSTO:

2150.00 € compreso IVA

Il riconoscimento ottenuto previo tale corso è quello prestigioso di Guardia del corpo scelta specializzata (4°livello) della international E.B.S.

infoline: 335-830.67.46

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